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Bentornati! Dopo la pausa estiva, settembre è il mese della ripartenza: si torna al lavoro, ai progetti e soprattutto agli obiettivi a lungo termine. È il periodo ideale per rimettere ordine nelle proprie finanze e fare scelte consapevoli per il futuro. Tra queste, una delle più importanti riguarda il Fondo Pensione.

Investire in un Fondo Pensione significa accantonare denaro sfruttando la forza dell’interesse composto.

L’interesse composto: il motore della crescita finanziaria

L’interesse composto è il meccanismo che permette al capitale di generare interessi non solo sul denaro versato, ma anche sugli interessi maturati negli anni precedenti. In altre parole, più passa il tempo, più il capitale cresce in maniera esponenziale.

Un esempio concreto

Un libero professionista che decide di versare ogni anno 5.000 € in un Fondo Pensione con un rendimento annuo medio del 5% dopo 20 anni, non avrà semplicemente accantonato 100.000 € (ossia 5.000 € x 20 anni), ma grazie all’interesse composto avrà accumulato circa 165.330 €.

Ecco perché il tempo gioca un ruolo fondamentale: prima si inizia, maggiore sarà la crescita del capitale.

Il grafico della crescita

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Il grafico sopra mostra chiaramente come funziona l’interesse composto.

Nel grafico si può mostrare, ad esempio, la crescita di un investimento di 5.000 € all’anno con rendimento annuo del 5% per 20 anni. La curva sarà crescente e mostra come il capitale aumenta sempre più velocemente grazie all’effetto dell’interesse composto. La curva di crescita non è lineare, ma tende a diventare sempre più ripida con il passare degli anni. Significa che i benefici maggiori si vedono sul lungo periodo: è lì che il capitale accelera la sua crescita.

🎯 In pratica, i primi anni servono a “costruire le fondamenta”, mentre negli anni successivi la crescita diventa sempre più significativa.

La formula base che rappresenta l'interesse composto è:

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Quindi, dopo 20 anni, il libero professionista potrebbe accumulare circa 165.330 € nel Fondo Pensione, grazie all’interesse composto sul capitale versato annualmente.

L'esempio proposto serve a fornire una previsione circa il capitale che riuscirai ad accumulare negli anni qualora versassi con costanza un contributo volontario all’interno di una forma di previdenza complementare. L’esempio riportato è stato realizzato ipotizzando, per semplicità, un rendimento medio annuo composto del 5%. È importante sottolineare che si tratta di un’ipotesi meramente esemplificativa: i rendimenti effettivi dipenderanno dall’andamento dei mercati finanziari e dalle caratteristiche specifiche del comparto di investimento scelto. I rendimenti passati non costituiscono garanzia di risultati futuri: il rendimento medio annuo stimato non deve essere interpretato come un rendimento certo.

L’andamento reale potrebbe presentare oscillazioni più ampie e ritorni differenti, in funzione delle condizioni di mercato. L’allocazione di capitale in una forma di previdenza complementare comporta infatti l’assunzione di rischi legati alla natura finanziaria dell’investimento.

Perché agire subito

Gli ultimi mesi dell’anno sono un momento strategico per pensare al fondo pensione.

  1. Prima si inizia, più sfrutti la potenza dell’interesse composto.


  1. Agevolazioni fiscali – I versamenti nel fondo pensione sono deducibili dal reddito imponibile fino a un certo limite.

Per calcolare il risparmio fiscale di un versamento in un fondo pensione, dobbiamo guardare l’aliquota marginale IRPEF: l’importo versato abbatte la base imponibile, generando un risparmio proporzionato all’aliquota che si applica a quell’ultima fascia di reddito.

Con un reddito di 100.000 €, oggi in Italia gli scaglioni sono:

  1. 23% fino a 28.000 €
  2. 35% da 28.001 a 50.000 €
  3. 43% oltre 50.000 €

Tutto ciò che supera i 50.000 € è tassato al 43% → quindi l’aliquota marginale è 43%.

💡 Quindi:

  1. Versamento: € 5.000
  2. Risparmio fiscale: € 5.000 × 43% = € 2.150


🔹 Risultato:

Versando € 5.000 nel fondo pensione, recuperi € 2.150 di tasse → il “costo netto” reale è di 2.850 €.

Agire entro fine anno significa approfittare subito del vantaggio fiscale.

Quindi oltre ad investire per costruire la tua seconda pensione.. risparmierai anche sulle tasse!

Il valore di una pensione integrativa

Il capitale accumulato nel fondo pensione non resta fermo: al momento del pensionamento potrà essere convertito in una rendita integrativa, che si affiancherà alla pensione pubblica.

In un contesto in cui l’assegno pensionistico rischia di non essere sufficiente, avere una seconda entrata stabile significa vivere la pensione con più serenità.

Investi nel tuo futuro

L’estate è il tempo del relax, ma il rientro è il momento delle scelte consapevoli.

Iniziare un fondo pensione oggi vuol dire regalare a te stesso più sicurezza, stabilità e libertà.

Il miglior momento per costruire la tua pensione integrativa è adesso.

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